- Esso si
comporta infatti come un sistema tampone in quanto già
a moderata profondità risente poco delle fluttuazioni termiche
giornaliere e stagionali, al punto che la sua temperatura si può
considerare pressoché costante per tutto l’anno.
- Inoltre il sottosuolo, specialmente nei terreni alluvionali
di pianura è interessato dalla presenza di acqua di falda
generalmente presente per tutta la profondità del profilo,
che aumenta notevolmente il calore specifico dei depositi.
- Infine la velocità di flusso della falda, ove presente,
può essere variabile e tale da aumentare o diminuire la
quantità di calore estraibile.
Le temperature
del suolo della pianura Padana, misurate in fori campione, sono
nell’ordine di 13-17 °C, anche in assenza di gradiente
geotermico anomalo.
Pertanto, le condizioni appena descritte permettono di considerare
il sottosuolo del bacino della pianura Padana un ottima fonte
di calore (Fig.1).

Fig. 1
Si parla quindi di geotermia di bassa temperatura del sottosuolo.
La notevole diffusione di aree termicamente idonee consente a
questa tecnologia di poter sfruttare le risorse energetiche del
sottosuolo anche in zone non interessate da particolari condizioni
geotermiche.
A tale riguardo si osserva che i terreni alluvionali di pianura
caratterizzati da depositi di materiale sciolto e da falde acquifere
prossime alla superficie risultano particolarmente adatti allo
scopo.